06-06-2019

Chiesa di Sant’Anastasio a Montebello Jonico (RC): segnalazione per la Lista Rossa

Indirizzo/Località: Montebello Jonico – frazione Fossato

Tipologia generale: edificio di culto

Tipologia specifica: Chiesa

Epoca di costruzione: chiesetta bizantina a navata unica, risalente al IX secolo D.C

Uso attuale: condizioni di totale abbandono

Uso storico: Trattasi dei ruderi di una chiesetta bizantina a navata unica, risalente al IX secolo D.C. intitolata a Sant’Anastasio  il Persiano vissuto nel VII secolo d.C.

Condizione giuridica: bene pubblico

Segnalazione: del 4 Marzo 2019–  reggiocalabria@italianostra.org

Motivazione della scelta: La Chiesa è volgarmente denominata “SANTA ‘STASI” da alcuni, e “SANTU ‘STASI” da altri, di fatto dedicata a Sant’Anastasio di Persia,  era un piccolo luogo di culto di età bizantina. Il nome Anastasio deriva dal greco Anàstasis e significa “resurrezione”. L’osservazione condotta dal prof. Domenico Minuto durante la sua visita avvenuta il 6 aprile 1972, ascrive il bene al IX sec. D.C. e la relazione di visita così recita:

“[…] Emergono i muri, costruiti ad impasto di pietre fluviali e laterizi, della parete settentrionale, fino a circa un metro da terra, e della parete absidale , fino a circa due metri.

La chiesa è orientata, con un’abside e nicchie per prothesis e diaconicòn. Non c’è segno della parete meridionale, di quella occidentale e dell’ingresso.[…] Il muro settentrionale presenta tracce informi di affresco (color mattone) verso l’angolo con la prothesis; nella calottina della prothesis, su tracce di fondo azzurro, si vedono tracce di color mattone che lasciano intuire il disegno di u nimbo e di una veste; sulla veste, con un disegno divenuto ancor più evanescente, si profila una mano che regge qualcosa. […] Nel diaconicon si delinea, su fondo azzurro, il volto di un santo con barba fluente; sono ben visibili l’occhio e il sopracciglio destro. Tutti i muri della chiesa all’esterno sono interrati.

 Recenti osservazioni, rilevano che la costruzione si presenta all’esterno ancora tutta interrata, mentre all’interno sono leggibili soltanto il muro absidale semidiroccato e parte della parete settentrionale e orientale, non vi è più traccia dei lati sud e ovest distrutti intorno agli anni 60 del Novecento.

Ancor oggi,  sono  visibili i segni della piccola aula di culto, di forma rettangolare o quadrata orientata con abside, prothesis e diaconicòn decorati con tracce pittoriche.

Sui resti murari sono leggibili ancora un chismòn e segni di teste aureolate e  nel diaconicòn si delinea il volto di un Santo con barba fluente. Sicuramente, quest’ultimo affresco raffigurava Santo Anastasio, monaco basiliano in Persia, martire nel 628. I ruderi di Sant’Anastasio costituiscono un patrimonio storico lasciato colpevolmente abbandonato nel corso degli anni.

Molto difficile la percorribilità del tratto che conduce ai resti della chiesetta.  Non essendo fruibile per fini di culto, lo stato di abbandono si è via via acuito, causandone la dimenticanza e/o la non conoscenza da parte dei locali. Il percorso per raggiungere i ruderi si rende notevolmente difficoltoso a causa dell’attraversamento della fiumara e della crescita incontrollata della vegetazione.

L’obiettivo è salvaguardare i ruderi della parete absidale e ciò che rimane degli affreschi già esistenti. L’inserimento di una copertura di protezione ha già costituito una misura immediata di tutela, prevista dalla Soprintendenza.  Si auspicano ulteriori future forme di conservazione.

Il progetto mira soprattutto alla tutela di quanto sopravvive del bene originario e a scongiurare l’ulteriore deperimento delle tracce di affreschi ancora visibili. Lo scopo è di renderlo fruibile a fini di studio e di ricerca. La conservazione da prevedere, pertanto, è inquadrabile a scopo didattico e divulgativo. Va valutato il suo inserimento in adeguato percorso socio-storico relativo alla fascia di territorio di appartenenza.

EVENTUALI RIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI

  • Domenico Minuto, Catalogo dei Monasteri e dei luoghi di culto tra Reggio e Locri, Edizioni di storia e letteratura, Roma, 1977
  • Domenico Minuto, Sebastiano Venoso, Chiesette medievali calabresi a navata unica, Marra editore, Cosenza, 1985
  • Francesca Martorano, Chiese e castelli medioevali in Calabria, Rubettino Editore, Soveria Mannelli, 1998
  • Erminia Nucera, Archeologia in Aspromonte itinerari nella terra greca di Calabria, Città del Sole, Reggio Calabria, 2011
  • Erminia Nucera , La Grecia di Calabria nell’alto Medioevo, Città del Sole, Reggio Calabria

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