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30-05-2011

TAV: “presto e bene” sono svaniti assieme

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L’inizio dello scavo è rinviato al nuovo anno, i problemi non sono risolti. Italia Nostra e il Comitato scrivono a Ministero e Regione per chiedere che in questo tempo sia fatta la Valutazione di Impatto Ambientale.

Le associazioni Italia Nostra e il Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze scrivono una lettera ai ministeri interessati (Infrastrutture e Ambiente) e alle istituzioni locali toscane per chiedere conto dei ritardi che si hanno nell’inizio dei lavori di scavo del passante sotterraneo. Ferma restando la richiesta di abbandonare lo scellerato progetto e di valutare altre soluzioni, le associazioni chiedono conto delle promesse fatte pochi mesi fa da tutti i protagonisti di questa vicenda, cioè che si doveva fare “presto e bene” e che “i cantieri sarebbero stati di cristallo”. Ad oggi solo il silenzio regna su questa opera. I ritardi nei cantieri riguardano soprattutto l’inizio dello scavo delle gallerie: la fresa prevista arriverà, secondo le ultime previsioni, alla fine dell’anno e gli scavi non potranno iniziare prima del nuovo anno. A questo punto le associazioni chiedono che venga finalmente sanata almeno la lacuna formale più vistosa, cioè il fatto che manca la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per la stazione Foster. Tra i molti problemi irrisolti che ci sono in questa opera il più immediato è il fatto che la terra scavata dalla fresa per realizzare le gallerie, non può essere usata per fare risanamento ambientale come previsto a Santa Barbara, in Valdarno. Lo smarino prodotto dalle frese TBM è contaminato da tensioattivi e polimeri e deve essere considerato “rifiuto speciale”; come tale va conferito in discarica. Il sospetto che sorge è che i ritardi che vediamo siano dovuti proprio a questi problemi e che si stia provando a cambiare la normativa sulla gestione delle terre di scavo. A  sostegno di questo sospetto vengono alcune parole dell’allora assessore toscano alle infrastrutture Riccardo Conti:

…il padrone di casa [Riccardo Conti] ha lanciato un appello a Matteoli: “Stiamo progettando di riempire le ex cave di lignite di Santa Barbara (nel comune di Cavriglia) con il terreno di risulta estratto dallo scavo del tunnel della ferrovia AV che sottoattraverserà per sette chilometri la città di Firenze -ha affermato Conti- Ma i tempi stretti di spostamento imposti dai vincoli di legge rendono molto difficile muovere questa enorme massa di smarino senza correre il rischio di far dichiarare il materiale come rifiuto pericoloso, rendendolo inutilizzabile a Cavriglia”. Un invito piuttosto esplicito al ministro toscano a “sporcarsi le mani”, ridimensionando i vincoli di legge, per evitare che chi gestisce il progetto TAV incorra in sanzioni di legge.

(Tratto da un articolo del 1 luglio 2008 di “Nove da Firenze”)

La cosa migliore per cancellare questi dubbi è che i protagonisti di questa vicenda facciano chiarezza, spieghino che cosa sta succedendo al progetto di TAV fiorentino e che si sanino le gravi lacune esistenti. Le associazioni chiedono ai gruppi consiliari e parlamentari di farsi promotori di interrogazioni sul tema.

Italia Nostra Firenze

Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze

Firenze, 28 maggio 2011

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Italia Nostra Onlus